L’economia americana sta iniziando a mostrare i segni della guerra tra USA e Iran. Per la prima volta dall’inizio del conflitto, sono usciti i dati sull’inflazione (il CPI) che spiegano quanto sono aumentati i prezzi nel mese di marzo. In pratica, vivere costa il 3,3% in più rispetto all’anno scorso, un rincaro causato proprio dalle tensioni in Medio Oriente. Nonostante questo “termometro” dei prezzi sia piuttosto caldo, il Bitcoin e l’Ethereum sono rimasti stabili. Gli investitori avevano già previsto questo aumento e non si sono fatti prendere dal panico. Anzi, molti vedono il Bitcoin come un “rifugio sicuro” dove mettere i propri risparmi quando i soldi normali perdono valore a causa dell’inflazione.
In Giappone la situazione è simile, con i costi di produzione che volano a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz e del prezzo del petrolio alle stelle. Negli Stati Uniti, è quasi certo che le banche centrali non taglieranno i tassi di interesse per ora, preferendo aspettare che la situazione si calmi. In questo scenario, Bitcoin ed Ethereum potrebbero diventare ancora più popolari: quando i prezzi nei negozi salgono, la gente spesso si affida alle monete digitali per proteggere il proprio potere d’acquisto, e questo potrebbe far aumentare la domanda e, di conseguenza, il prezzo.

Previsioni per il futuro: il Bitcoin punta a 77.000 dollari?
Guardando i grafici del Bitcoin, si nota un disegno che gli esperti chiamano “bandiera rialzista”. In parole povere, dopo una bella salita, il prezzo si è fermato a riposare un po’ prima di ripartire. Se il Bitcoin riuscirà a rompere questa fase di attesa, potremmo vederlo schizzare verso i 77.500 dollari, raggiungendo i massimi di inizio febbraio. Gli indicatori tecnici ci dicono che la tendenza è forte e che c’è ancora benzina nel serbatoio per continuare a salire, attirando nuovi compratori pronti a scommettere sul re delle criptovalute.
Anche per Ethereum la situazione sembra molto positiva. Il suo grafico mostra un segnale di ripartenza già confermato: la moneta ha rotto gli indugi e sembra pronta per un salto verso i 2.400 dollari. Questo ottimismo è supportato da diversi segnali tecnici che indicano come la forza di chi vuole comprare stia diventando sempre più dominante. Se Ethereum riuscirà a mantenere i livelli attuali, la strada verso un recupero duraturo sembra ormai tracciata. Insomma, nonostante i venti di guerra e l’aumento dei prezzi, le due monete principali sembrano pronte a dare soddisfazioni a chi ha deciso di tenerle nel portafoglio.
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