Del crollo generale del mercato ve ne parliamo ormai da mesi, ormai da gennaio. L’ago della bilancia di questo crollo verticale è stato e continua ad essere il vento di guerra tra USA e Iran, che ha allontanato gli investitori dalgi asset più speculativi facendoli rifugiare in investimenti più soft, più safe, più tradizionali. La moneta che ne ha risentito di più, come sapete, è stata ovviamente la regina delle crypto: Bitcoin.
A rendere il tutto ancora più difficile per la regina è stata l’introduzione di un nuovo tipo di investimento: gli investitori stanno pian piano abbandonando – almeno per il momento – il comparto dei token per dirigersi verso le aziende che hanno implementato lo sviluppo dell’intelligenza artificiale che è considerata oggi la più redditizia.

Il crollo di Bitcoin e la fiducia degli investitori che vacilla
Sono stati i deflussi registrati dai fondi quotati in borsa a guidare fin’ora il crollo della cryptovaluta più importante e che ha portato con sé gravi perdite anche all’interni degli NFT con un trend negativo che ha continuato a macinare record nelle ultime tre settimane.
Ma non solo. Sì, perché anche Ethereum che è storicamente la seconda moneta del mercato ha visto un crollo pesante così come anche Solana, Cardano e BNB. Anche i MemeCoin hanno visto perdite clamorose. Fino a quando non tornerà la calma tra USA e Iran il clima rimarrà questo, c’è pochissimo da fare.
