Clamoroso furto su Bitcoin: spariscono 38 milioni di dollari in pochi minuti

Un attacco lampo durato appena venticinque minuti ha svuotato centinaia di portafogli digitali, portando via circa 594 Bitcoin per un valore complessivo di oltre 38 milioni di dollari. L’operazione è scattata nella notte di venerdì, quando i pirati informatici hanno prosciugato circa cinquecento conti diversi attraverso una raffica di transazioni automatiche.

La cosa incredibile è che le vittime non avevano lasciato le proprie chiavi su internet o su qualche sito poco sicuro. Si trattava infatti di risparmiatori che usavano i Coldcard, dei dispositivi fisici molto famosi che assomigliano a delle chiavette USB e servono proprio a tenere i codici segreti al sicuro e staccati dalla rete.

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Un bug di programmazione mette a rischio i risparmi in Bitcoin

A causare il disastro non è stato un attacco hacker diretto ai singoli computer delle vittime, ma una svista imperdonabile nel software che gestisce i dispositivi. Quando si crea un nuovo portafoglio per custodire i propri Bitcoin, la macchina dovrebbe inventare una frase segreta del tutto casuale, impossibile da indovinare per chiunque.

A causa di un errore nella scrittura del codice risalente al 2021, il sistema ha invece iniziato a generare queste chiavi usando dati fissi e facili da recuperare, come il numero di serie dell’apparecchio e l’orario interno. Gli aggressori hanno semplicemente capito il trucco, calcolato le combinazioni matematiche e aperto le casseforti digitali una dopo l’altra.

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Le conseguenze dell’attacco e il valore del Bitcoin sul mercato

La notizia ha scosso la comunità degli appassionati, dato che molti dei portafogli colpiti erano fermi da anni e appartenevano a persone che pensavano di dormire sogni tranquilli. Fortunatamente il prezzo del Bitcoin non ha risentito minimamente del colpo, continuando a scambiare stabilmente sopra la soglia dei 64.000 dollari.

L’azienda produttrice dei dispositivi ha avviato le verifiche per capire quali versioni siano state danneggiate, invitando tutti gli utenti che hanno configurato la chiavetta negli ultimi anni a prestare la massima attenzione. Questa vicenda dimostra ancora una volta che la sicurezza assoluta non esiste e che basta una piccola distrazione nei programmi per mettere a rischio grandi capitali.

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