Il mercato delle criptovalute torna a ruggire guidato dalla straordinaria spinta di Bitcoin, protagonista di una delle migliori performance settimanali degli ultimi anni. Il re del settore ha messo a segno un balzo di oltre il venti per cento, schizzando dai sessantaduemila dollari fino a toccare un picco prossimo ai settantanovemila dollari prima di stabilizzarsi. Si tratta del secondo risultato settimanale più importante dall’inizio del 2021, superato soltanto dal rally registrato in occasione della crisi bancaria statunitense del 2023. Un movimento travolgente che ha contagiato l’intero comparto, con numeri persino superiori per Ether.
Questa violenta accelerazione è arrivata dopo mesi di ribasso e compressione dei prezzi, che ha creato le condizioni per una tempesta perfetta per un’esplosione rialzista non appena si è presentato un fattore scatenante, che è stato l’annuncio del Segretario al Tesoro americano Scott Bessent riguardo all’ampliamento del piano di riacquisto dei titoli di Stato, decisione che ha fatto crollare i rendimenti dei bond e indebolito il dollaro, favorendo l’afflusso di liquidità verso i beni rifugio e gli asset finanziari più dinamici.

Gli ETF e gli indicatori tecnici spingono la corsa di Bitcoin
Un ruolo primario in questa ripartenza è stato giocato dagli ETF quotati negli Stati Uniti, capaci di attrarre flussi netti settimanali per quasi due miliardi di dollari su Bitcoin e circa settecento milioni su Ether, come vi abbiamo raccontato nell’articolo pubblicato poche ore fa sulle nostre pagine.
Questi volumi enormi hanno spinto entrambe le monete digitali ben al di sopra della loro media mobile a duecento giorni, un indicatore chiave per stabilire la tendenza di lungo periodo. Gli analisti osservano ora con grande attenzione la possibilità che si formi un incrocio dorato tra le medie mobili principali, figura tecnica che storicamente conferma l’inizio di una fase rialzista ancora più profonda e duratura.

Il ritorno del dollaro debole e la protezione dall’inflazione per Bitcoin
L’attuale contesto macroeconomico sta riportando al centro del dibattito la necessità di proteggere il proprio potere d’acquisto. Con il calo dell’indice del dollaro e il concomitante aumento del debito globale, molti investitori stanno nuovamente ruotando i propri capitali verso asset scarsi per natura. Non è un caso che, insieme alla forte ripresa di Bitcoin, anche l’oro abbia mostrato una spinta notevole superando quota quattromilaseicento dollari e guadagnando terreno in modo costante nell’ultimo mese.
La combinazione tra un dollaro debole, rendimenti obbligazionari in calo e un massiccio afflusso di capitali istituzionali attraverso i fondi d’investimento sta creando una base solida. L’intero ecosistema digitale sembra aver ritrovato la spinta necessaria per lasciarsi alle spalle i mesi di incertezza e inaugurare una nuova stagione di crescita.
