BlackRock finisce sotto accusa per il recente crollo del Bitcoin: ecco cosa sta succedendo

Il mondo delle criptovalute non ha mai un momento di pace e l’ultima polemica vede come protagonista Arthur Hayes, il fondatore di una nota piattaforma di scambio. Secondo Hayes, la colpa del recente e violento crollo del Bitcoin non sarebbe da ricercare nei piccoli risparmiatori, ma nelle manovre di giganti come BlackRock.

In particolare, sotto la lente d’ingrandimento è finito il fondo IBIT, uno dei prodotti finanziari più grandi legati alla moneta digitale. Hayes sostiene che le operazioni di copertura fatte da queste grandi banche abbiano spinto il prezzo verso il basso in modo artificiale.

In pratica, quando il mercato inizia a scendere e tocca certi livelli critici, questi grandi fondi sono costretti a vendere massicce quantità di Bitcoin per proteggere i propri investimenti. Questo meccanismo a catena avrebbe accelerato la caduta, portando la moneta a perdere quasi la metà del suo valore massimo in poco tempo. Nonostante il Bitcoin stia provando a rimbalzare e a tornare sopra la soglia dei 70.000 dollari, l’ombra di queste manovre finanziarie continua a spaventare chi cerca stabilità nel settore.

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Il ruolo degli investitori tradizionali e il futuro del mercato

Molti si chiedono come sia possibile un calo così netto nonostante l’appoggio di figure importanti come Donald Trump alla Casa Bianca. La realtà è che le forze del mercato tradizionale, quelle delle grandi banche di Wall Street, pesano oggi molto più della politica. Gli esperti di analisi digitale hanno notato che i grandi fondi americani, che l’anno scorso compravano Bitcoin a mani basse, quest’anno hanno iniziato a vendere con costanza. Questo segnale indica che l’interesse dei grandi investitori sta cambiando e che il pessimismo sta crescendo tra chi gestisce i capitali pesanti.

Il legame tra il Bitcoin e la finanza classica è ormai così stretto che la moneta digitale risente dei problemi che colpiscono anche l’oro, l’argento e le azioni delle grandi aziende. Non è più un mondo a parte, ma un ingranaggio di un sistema molto più grande e complesso. Per chi investe da casa, il consiglio rimane quello di osservare con attenzione le mosse dei grandi colossi bancari, perché sono loro, con le loro vendite programmate, a decidere se il mercato deve salire o scivolare di nuovo nel baratro.

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