Un evento a dir poco clamoroso scuote l’intero settore delle monete digitali, dimostrando come a volte le regole della democrazia interna possano trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Un utente sconosciuto è riuscito a sottrarre la bellezza di 21 milioni di dollari direttamente dalla tesoreria di BonkDAO, l’organizzazione che gestisce la celebre meme coin di Solana. La cosa incredibile è che non è stato riscontrato alcun problema informatico o bug nel codice. Il responsabile ha semplicemente sfruttato le regole del sistema di voto per autorizzare un trasferimento automatico di fondi verso il proprio portafoglio.
L’operazione è stata studiata nei minimi dettagli finanziari. L’autore del colpo ha investito inizialmente circa 4,4 milioni di dollari per acquistare sul mercato una massiccia quantità di token. Successivamente, ha presentato sul forum ufficiale una proposta ufficiale di miglioramento, battezzata con la sigla BIP 76, scritta in modo volutamente fumoso e poco chiaro. Sfruttando il totale disinteresse della comunità, che per ben sette giorni non ha controllato i registri di voto, l’utente ha usato le proprie monete per approvare la mozione in totale autonomia, raggiungendo il quorum necessario. Un Lupen terzo del mondo delle crypto, in poche parole.

Il crollo della criptovaluta BONK e la reazione della community crypto
La notizia del prelievo forzato ha scatenato immediatamente il panico tra i piccoli risparmiatori, provocando una reazione a catena sulle principali piattaforme di scambio. Il prezzo BONK ha subito una violenta sbandata verso il basso, perdendo oltre il sei per cento del suo valore in pochissime ore a fronte di volumi di trading colossali. Molti listini internazionali hanno preferito bloccare momentaneamente i prelievi della moneta per evitare un tracollo verticale del mercato, mentre la capitalizzazione complessiva del progetto ha bruciato decine di milioni di dollari.
I vertici dell’organizzazione si sono attivati per cercare di tracciare i movimenti dei fondi sottratti, inviando segnalazioni urgenti ai gestori dei ponti digitali e alla Solana Foundation. Le autorità competenti sono state informate dell’accaduto, ma il recupero della somma appare un’impresa disperata. Trattandosi di una transazione eseguita direttamente sulla blockchain attraverso un contratto intelligente approvato, il passaggio di proprietà dei token è considerato definitivo e totalmente irreversibile. Insomma, stiamo parlando di uno scammer professionista, con tecniche rodate da crypto drainer, che rendono gli scam sicuri e inosservati nella fase in cui vengono attuati, per poi accorgersi della truffa colossale quando ormai è troppo tardi.
Quali rischi corrono gli investitori della criptovaluta BONK adesso
Questo episodio accende i riflettori sulla reale sicurezza dei progetti decentralizzati in cui la maggior parte dei possessori di token non partecipa alle decisioni comuni. Quando la base degli utenti smette di sorvegliare la gestione interna, la tesoreria diventa di fatto una cassaforte aperta per chiunque abbia abbastanza liquidità da spendere per comprarsi i voti. Il meccanismo democratico nato per proteggere la comunità si è trasformato in un incubo finanziario.
Il colpaccio di questo scaltrissimo scammer ha garantito al suo autore un guadagno pulito moltiplicato per cinque nel giro di una settimana, senza violare alcuna legge informatica. La lezione è durissima per tutto il panorama delle meme coin, dove la distrazione dei titolari può costare cifre astronomiche.
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