Il mondo delle crypto negli ultimi due mesi sta praticamente vivendo montagne russe mai vissute prima. Ovviamente, i mercato risentono delle tensioni internazionali, e dopo un momento di grande ottimismo, in cui sembrava che la pace tra Stati Uniti e Iran fosse vicina, la situazione si è fatta di nuovo ingarbugliata. Il presidente Trump ha dichiarato che un dialogo è possibile, ma da Teheran è arrivato un secco “no” alle trattative. Questa incertezza si riflette immediatamente sui grafici: il Bitcoin, che era riuscito a superare la soglia dei 71.000 dollari, ha frenato la sua corsa tornando a scambiare intorno ai 70.700 dollari.

Guerra USA Iran, ecco come sta influenzando le crypto attraverso il prezzo del petrolio
La guerra non influenza solo la politica, ma tocca le tasche di tutti attraverso il prezzo del petrolio. Nelle ultime ore, nuovi attacchi con droni hanno colpito raffinerie e depositi di gas, creando timore per le scorte di energia. Tuttavia, le minacce di Trump di una risposta militare ancora più dura hanno paradossalmente fatto scendere il prezzo del greggio. Per quanto riguarda le previsioni Bitcoin, questo clima di “attesa nervosa” è fondamentale. Se da un lato il Bitcoin viene visto come un bene rifugio, dall’altro risente della paura generale dei mercati. Se la situazione dovesse peggiorare drasticamente con nuovi attacchi, potremmo vedere il valore scendere ancora un po’ prima di trovare una base solida da cui ripartire.
Per la più importante cryptovaluta al mondo, comunque, si prospetta praticamente solo un rialzo. finché la moneta resta sopra i 69.000 dollari, la situazione rimane sotto controllo. Il vero test sarà vedere come reagirà il mercato nelle prossime ore, che si annunciano come le più intense per i conflitti in corso. Se dovesse tornare la calma, la scalata verso i 72.000 dollari potrebbe riprendere molto velocemente.
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