All’interno dell’ecosistema digitale si sta consumando un dibattito infuocato attorno a un aggiornamento tecnico capace di rivoluzionare la politica monetaria della seconda moneta virtuale al mondo. Un gruppo di ricercatori ha presentato una bozza di riforma che punta ad azzerare la creazione di nuovi gettoni una volta raggiunta una determinata soglia di blocco dei fondi nel sistema.
L’obiettivo principale degli ideatori è quello di arrestare l’inflazione e proteggere la scarsità dell’asset nel lungo periodo, distruggendo una percentuale sempre più alta dei premi destinati a chi garantisce il funzionamento e la sicurezza dell’infrastruttura.

Come funziona il nuovo meccanismo di incentivi per Ethereum
Il sistema attuale prevede che chiunque decida di mettere a rendimento i propri risparmi per convalidare le transazioni riceva in cambio una quota di monete create ex novo. Con la riforma proposta, all’aumentare dei depositi totali il protocollo inizierà a bruciare progressivamente questa ricompensa nuova di zecca, lasciando agli operatori soltanto le commissioni pagate dagli utenti.
Il cambiamento non avverrebbe dall’oggi al domani ma si svilupperebbe gradualmente nell’arco di circa due anni, lasciando il tempo al settore di adattarsi alla novità ed evitando scossoni improvvisi al funzionamento della catena.

I dubbi del settore finanziario sul futuro della piattaforma Ethereum
La proposta ha spaccato in due la comunità degli addetti ai lavori e dei grandi investitori. Da un lato ci sono i sostenitori della scarsità monetaria, dall’altro si sollevano le proteste dei fondatori dei principali servizi finanziari collegati al settore.
Ridurre a zero i rendimenti del blocco rischia infatti di rendere sconvenienti molte operazioni di prestito automatizzato e potrebbe scoraggiare i piccoli risparmiatori individuali a favore dei grandi colossi centralizzati. Inoltre, la scadenza imminente per l’inclusione di questo aggiornamento rende improbabile la sua approvazione a breve termine, lasciando aperta una discussione destinata a far parlare ancora a lungo.
