Disastro totale per Humanity Protocol: sottratti 30 milioni e investitori nel panico

l settore delle criptovalute si trova a fare i conti con un nuovo, pesantissimo terremoto finanziario che ha colpito uno dei progetti più chiacchierati del momento. Humanity Protocol, una piattaforma nata con l’obiettivo ambizioso di unire la tutela della privacy alla verifica dell’identità digitale tramite la scansione del palmo della mano, è finita nel mirino dei cybercriminali subendo un furto colossale, apocalittico.

Il danno economico è colossale, con perdite stimate che oscillano tra i 31 e i 36 milioni di dollari, una cifra che ha scosso le fondamenta dell’intero ecosistema Web3 e riacceso i riflettori sulle falle di sicurezza dei portafogli aziendali.

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Humanity Protocol: il furto delle chiavi private e gli effetti sul Token H

La dinamica dell’attacco è purtroppo tra le più classiche e letali nel mondo delle crypto. I malintenzionati sono riusciti a mettere le mani sulle chiavi private di un componente della fondazione, ottenendo il controllo totale di ben diciannove portafogli digitali gestiti dal team. Da quel momento è iniziato un vero e proprio saccheggio informatico, con la coniazione illecita di milioni di nuovi pezzi e il successivo trasferimento dei fondi rubati verso la rete BNB Chain.

Gli scammer hanno agito con un’efficienza da professionisti prosciugando i conti, convertendo immediatamente il bottino in Ethereum per far perdere le proprie tracce. Questo improvviso afflusso di monete sul mercato, vendute a prezzi stracciati, ha innescato un effetto domino devastante, portando il valore della valuta digitale a perdere oltre il 90% del proprio prezzo in pochissime ore, passando dal massimo storico di 0,80 dollari a un misero 0,12.

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I dubbi degli esperti sul crollo del Token H, cosa c’è davvero dietro al disastro Humanity Protocol?

La tempistica di questo disastro ha sollevato parecchi interrogativi tra gli analisti on-chain più famosi del settore, tra cui il noto investigatore ZachXBT. Il drammatico scivolone della moneta è avvenuto infatti a pochissimi giorni di distanza dal raggiungimento del suo massimo storico e, soprattutto, a ridosso di un massiccio sblocco di fondi previsto per la fine del mese, destinato ai primi investitori.

Il fatto che il progetto avesse attirato finanziamenti per ben 50 milioni di dollari da colossi del calibro di Pantera Capital e Animoca Brands, raggiungendo una valutazione complessiva di oltre un miliardo di dollari, rende la situazione ancora più opaca… I dubbi ci sono, e sono anche tanti.

Molti utenti della comunità iniziano a chiedersi se si sia trattato di una reale violazione esterna o di una manovra orchestrata per uscire dal mercato prima del deprezzamento programmato, sollevando seri dubbi sulla trasparenza delle manovre dei market maker posizionati dietro al progetto. Staremo a vedere come si evolverà questa situazione, che al di là dei dettagli tecnici, di chiaro ha ben poco…

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