I primi 100 giorni di Trump: “i peggiori della storia” nonostante le promesse sulle criptovalute

L’annuncio del ritorno di Donald Trump alla presidenza statunitense ha inizialmente suscitato un rinnovato entusiasmo in alcuni segmenti della comunità crypto. Le dichiarazioni pre-elettorali sembravano suggerire un approccio più favorevole alla digitalizzazione monetaria, in contrasto con l’atteggiamento più rigido adottato sotto l’amministrazione Biden. In particolare, Trump aveva criticato l’eccessiva pressione regolatoria e accennato alla possibilità di supportare maggiormente l’innovazione basata su blockchain, compresi i pagamenti digitali alternativi.

Tuttavia, i primi 100 giorni del suo secondo mandato hanno mostrato una realtà meno coerente con quelle aspettative. A fronte di una retorica pro-crypto, l’amministrazione non ha ancora introdotto misure concrete a favore del settore, lasciando l’iniziativa normativa ancora nelle mani della SEC e di altri organi indipendenti. Questa discrepanza tra narrazione politica e realtà operativa ha alimentato un crescente scetticismo all’interno del settore.

Un’agenda politica frammentata e priva di priorità economiche digitali

Molti osservatori definiscono i primi mesi del nuovo mandato come tra i più disorganizzati della storia recente. L’agenda economica della Casa Bianca si è concentrata quasi esclusivamente su temi legati alla politica migratoria e alla revisione delle relazioni commerciali internazionali, relegando l’innovazione tecnologica e digitale a un ruolo marginale. Le criptovalute, pur menzionate occasionalmente nei discorsi ufficiali, non hanno trovato spazio strutturato nelle iniziative legislative.

Al contrario, alcune decisioni in ambito fiscale e finanziario sembrano suggerire un ritorno a politiche conservatrici tradizionali, con poco spazio per la sperimentazione monetaria. Anche le tensioni tra Casa Bianca e Federal Reserve hanno reso piĂą difficile immaginare una svolta organica in materia di asset digitali. In assenza di un quadro normativo riformato o di una strategia federale sulla blockchain, gli Stati Uniti continuano a muoversi in un contesto di ambiguitĂ .

Reazione dei mercati: stabilitĂ  apparente, ma poca fiducia a lungo termine

I mercati crypto non hanno registrato scossoni significativi in seguito all’insediamento del nuovo presidente. Alcuni token orientati alla privacy e alcuni progetti infrastrutturali con focus statunitense hanno beneficiato di brevi fasi rialziste, alimentate più dalla speculazione che da cambiamenti sostanziali. Tuttavia, gli analisti evidenziano come il sentiment generale resti prudente: senza riforme fiscali digitali o incentivi chiari per gli operatori blockchain, è difficile parlare di una vera svolta pro-crypto.

Nel frattempo, altri paesi stanno avanzando con normative chiare, stablecoin di Stato e ambienti di test regolamentati. Il rischio, secondo alcuni osservatori, è che gli Stati Uniti perdano ulteriore terreno nel contesto della competizione globale per l’innovazione finanziaria, proprio a causa dell’incoerenza tra promesse e azione politica.

Una leadership ancora in cerca di direzione strategica

L’etichetta di “peggiori 100 giorni della storia”, riportata da alcuni media economici, riflette più una percezione diffusa di caos istituzionale che un bilancio definitivo. Tuttavia, resta il fatto che il settore crypto statunitense si aspettava segnali più chiari e interventi più decisi. Il tempo per una correzione di rotta esiste, ma la finestra di fiducia da parte del settore si sta rapidamente restringendo.