Il gigante dei pagamenti Ripple punta dritto ai tesorieri aziendali americani per spingere la crescita della sua stablecoin ancorata al dollaro, RLUSD.
Con un bacino di circa 1.200 clienti tra CFO e responsabili finanziari gestiti tramite la piattaforma GTreasury, rilevata per un miliardo di dollari, la società punta a spostare su blockchain un flusso annuo di transazioni enorme.
Questo flusso è stimato in 13 mila miliardi di dollari tra pagamenti transfrontalieri e trasferimenti infragruppo, secondo i colleghi di CoinDesk.
La massa monetaria in circolazione di RLUSD ha toccato i 2,4 miliardi di dollari, segnando un balzo di oltre il 50% nell’ultimo mese.

Il piano di Ripple per portare RLUSD nei tesori aziendali
Nota importante sulla distribuzione di RLUSD, emersa dal reportage dei colleghi statunitensi: la distribuzione vede 1,4 miliardi di dollari emessi sulla rete Ethereum e circa 1 miliardo nativo su XRP Ledger.
Il dirigente di Ripple Jack McDonald in un convegno svoltosi proprio negli scorsi giorni, ha dichiarato pubblicamente come il volume medio giornaliero si sia triplicato da inizio anno, passando da 200 a 750 milioni di dollari.
Il piano in sé consiste nel connettere la stablecoin a servizi di brokeraggio istituzionale di Ripple Prime e ai fondi monetari tokenizzati gestiti con partner del calibro di Franklin Templeton e DBS.
Il mercato globale delle stablecoin ha superato i 300 miliardi di dollari totali ed è in questo contesto che Ripple punta a superare il problema riguardo i limiti finanziari delle reti bancarie tradizionali, che attanagliano gli investitori.
La cryptovaluta privata consente infatti di superare i limiti di queste reti bancarie tradizionali, mantenendo costi ridotti e regolamenti istantanei h24.

L’espansione europea di Ripple e le licenze MiCA
Per portare a termine questo piano di espansione che vi abbiamo spiegato, è importantissima per Ledger lanciare un token che sia anche conforme alla normativa MiCA, per puntare anche ai mercati europei.
Curioso vedere come ci sono aziende del che operino tagli colossali, come vi abbiamo raccontato in questo articolo sul taglio delle azioni Metaplanet, ed altre come Ripple che invece abbiano politiche totalmente opposte.
Si parla di una struttura di doppia emissione, che deve fare perno sulla licenza come istituto di pagamento, già autorizzata dalle autorità di Lussemburgo per coprire custodia, trading e servizi di pagamento, in terra europea.
Insomma, possiamo dire con fermezza che questo progetto di interoperabilità dell’azienda americana sta continuando a crescere e, oltre ai ledger originari, l’emissione ha ottenuto il via libera su reti Layer-2 come Base, Optimism, Ink e Unichain, concentrando la liquidità esclusivamente sui network a reale vocazione istituzionale.
