Ripple frena sull’uso dei ponti digitali per proteggere la nuova moneta RLUSD

David Schwartz, il capo tecnologico di Ripple, ha deciso di alzare la guardia riguardo al futuro di RLUSD, la nuova moneta stabile (stablecoin) che l’azienda sta per lanciare. In un recente intervento, Schwartz ha spiegato di aver analizzato diversi “ponti” digitali — ovvero quei sistemi che permettono di spostare monete da una rete all’altra — ma di non essere rimasto soddisfatto dal livello di sicurezza. Il timore principale è che questi strumenti, pur di essere facili e veloci da usare, trascurino le protezioni fondamentali, esponendo gli utenti a rischi enormi come quelli visti recentemente con il furto a KelpDAO. Per il momento, quindi, Ripple preferisce non correre rischi inutili che potrebbero danneggiare il valore XRP o la fiducia nel nuovo progetto.

Il problema riscontrato è che molti di questi sistemi consigliano ai loro clienti di non attivare i meccanismi di sicurezza più complessi perché rallentano le operazioni o sono difficili da gestire. Schwartz ha paragonato questa mentalità a quella di chi lascia la porta di casa aperta solo perché è più comodo entrare e uscire. Secondo lui, il colossale furto da quasi 300 milioni di dollari subito da KelpDAO è avvenuto proprio perché si è preferita la comodità alla protezione vera e propria. Questo atteggiamento è molto pericoloso nel mondo delle criptovalute, dove un piccolo errore può portare alla perdita definitiva di cifre astronomiche, influenzando negativamente anche il valore XRP sul mercato.

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I rischi dei collegamenti tra reti e il futuro del valore XRP

L’attacco a KelpDAO (di cui qui sul nostro sito vi avevamo parlato ampiamente nella giornata di ieri) è stato molto più sofisticato di quanto inizialmente ipotizzato. Gli hacker non hanno colpito in modo semplice, ma hanno studiato a fondo i punti deboli delle infrastrutture che collegano le varie reti digitali. Hanno approfittato della “pigrizia” di chi doveva impostare le difese, riuscendo a prelevare migliaia di monete e a far sparire le tracce attraverso dei sistemi che rendono le transazioni anonime. David Schwartz ha sottolineato che Ripple non vuole commettere lo stesso errore: prima di collegare la propria moneta RLUSD ad altri sistemi, si deve essere certi che la “corazza” sia impenetrabile, anche a costo di rendere le operazioni un po’ meno veloci.

In questo momento, la comunità che sostiene Ripple è molto attenta a queste dinamiche di sicurezza. Molti esperti temono che collegarsi a reti esterne senza le dovute cautele possa creare un effetto domino in caso di nuovi attacchi hacker. La prudenza del capo tecnologico di Ripple viene quindi vista come un segnale positivo per chi investe nel lungo termine e tiene d’occhio il valore XRP. Proteggere la reputazione dell’azienda e la sicurezza dei capitali degli utenti viene prima di tutto. Solo quando i ponti digitali dimostreranno di dare priorità alla sicurezza rispetto alla comodità, Ripple valuterà di integrare queste tecnologie nei suoi piani futuri.