Il presidente russo Vladimir Putin ha appena messo la firma su una nuova legge che cambia le regole del gioco per chi possiede valute digitali in Russia. Da oggi, i tribunali e la polizia hanno il potere legale di sequestrare e confiscare Bitcoin e altre criptovalute. In pratica, queste monete vengono ora considerate a tutti gli effetti come proprietà private, proprio come una casa o un’auto, e quindi possono essere portate via dallo Stato se ci sono di mezzo indagini penali. Gli investigatori dovranno solo indicare il tipo di moneta, la quantità e l’indirizzo del portafoglio digitale per procedere con il blocco dei fondi.
Il governo russo vuole avere il controllo totale su come i cittadini scambiano denaro digitale, dato che si stima circolino circa 650 milioni di dollari al giorno in questo mercato. L’obiettivo è spingere tutti a usare solo piattaforme nazionali, chiudendo i ponti con i siti stranieri che sono più difficili da monitorare. Questa stretta rende la situazione molto tesa, specialmente per chi cercava nelle monete virtuali un modo per proteggere i propri risparmi dalle sanzioni o dal controllo governativo.

Sequestro Bitcoin Russia, Il caso Telegram e le nuove previsioni sotto controllo
Oltre alla legge sui sequestri, la Russia sta alzando il tiro anche contro Telegram e il suo fondatore Pavel Durov. Il governo ha aperto un caso penale contro di lui e si parla seriamente di bloccare l’app in tutto il paese. Molti pensano che questo sia un tentativo di soffocare la privacy e la libertà di parola, dato che Telegram è uno dei canali preferiti per scambiarsi informazioni e gestire portafogli digitali. In questo clima di incertezza, le previsioni Bitcoin per chi opera in quelle zone diventano molto cupe, poiché il rischio di vedersi chiudere i conti da un momento all’altro è diventato realtà.
Entro l’estate dovrebbero arrivare altre regole ancora più rigide. La Russia potrebbe copiare il modello di altri paesi vicini, limitando l’accesso a tutte le piattaforme che non hanno una sede fisica sul proprio territorio. Mentre negli Stati Uniti si discute ancora su come inquadrare le crypto a livello politico, il Cremlino ha deciso di accelerare per non perdere il controllo sul flusso di denaro. Chi investe dovrà stare molto attento a dove tiene i propri risparmi, perché il confine tra un investimento sicuro e un bene confiscabile è diventato molto sottile.
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