La Germania sta per abolire lo storico vantaggio fiscale che permetteva ai cittadini di non pagare le tasse sui profitti crypto dopo 12 mesi di possesso dei propri asset, un cambiamento storico.
Come svelato dai colleghi di CoinDesk, la bozza è stata firmata dal Ministero delle Finanze guidato dal Vice Cancelliere Lars Klingbeil, e la svolta introdotta è chiara: le tasse Bitcoin punteranno ad equiparare le criptovalute alle azioni tradizionali.
Trattare gli asset digitali come qualunque altro asset azionario era l’unica soluzione possibile secondo il governo teutonico, e questa nuova policy andrà legalmente in vigore a partire dal 1° gennaio 2027.
C’è un altro dettaglio importante da chiarire, però: chi possiede criptovalute prima di quella data manterrà l’esenzione.

Come funziona la nuova aliquota per le tasse Bitcoin
Il piano ministeriale prevede l’applicazione dell’imposta sostitutiva flat al 25%, a cui si aggiunge il 5.5% di addizionale di solidarietà, con la tassazione effettiva finale che toccherà quindi il 26.375%.
Come vi avevamo parlato in questo pezzo sui prestiti digitali, è un momento di fortissima innovazione per il mercato delle cryptovalute.
Solo una settimana da Moonpay aveva ufficializzato il proprio sistema di pagamenti sui prestiti digitali, e due giorni fa ci è arrivata la notizia del lancio dei Mutui Bitcoin da parte di Coinbase e Better Mortgage.
La novità di oggi sulle tasse messa in atto dal governo tedesco è solo l’ultima, ma con ogni probabilità le innovazioni di questo calibro continueranno sino a fine anno.

Tasse Bitcoin, tempistiche e impatto economico del prelievo sulle crypto
La norma entrerà in vigore a gennaio 2027. Gli exchange avranno un anno di tempo per adeguare i propri software, iniziando la trattenuta automatica delle somme a partire dal 2028.
Se l’utente non fornirà le ricevute dei prezzi di acquisto nei trasferimenti tra piattaforme, si applicherà un’imposta automatica del 25% sul valore complessivo inviato.
Al momento secondo le previsioni dei colleghi, il governo teutonico avrebbe fatto trapelare una stima di 160 milioni di euro di entrate dalle tasse digitali entro il 2028, con le entrate fiscali che a regime dovrebbero salire a circa 350 milioni di euro all’anno entro il 2031.
