Valore Bitcoin: la criptovaluta resta al palo sotto i 73mila dollari

Il mercato delle valute digitali sta attraversando una fase di evidente stanchezza psicologica, mostrando una totale indifferenza di fronte alle ultime importanti novità che arrivano dallo scacchiere geopolitico internazionale. La testata Axios ci racconta oggi come USA e Iran avrebbero raggiunto una bozza di accordo per il cessate il fuoco, anche se a onor del vero sembra l’ennesimo capitolo di una telenovela infinita, alla “un posto al sole”.

A dare la boccata di ossigeno che serviva è stato proprio il fatto che, sappiamo in maniera ufficiale, che l’accordo è davvero fisicamente alla casa bianca sulla scrivania di Donald Trump, che starebbe decidendo in queste ore se firmarlo oppure no. Un no farebbe crollare i mercati ancor di più di quanto già non lo siano, un sì li placherebbe, ma questa leggera positività è dovuta proprio al fatto che al momento non si ha una risposta definitiva.

Questo clima di leggero ottimismo non ha però contagiato il comparto crypto. Il valore Bitcoin ha continuato a mostrare una pesante stagnazione, scivolando nuovamente al di sotto della soglia psicologica dei 73.000 dollari con una contrazione netta di quasi tre punti percentuali nell’arco delle ultime ventiquattro ore.

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Valore Bitcoin: l’ombra dell’inflazione americana spaventa i trader

A bloccare sul nascere qualsiasi tentativo di rimbalzo delle monete virtuali contribuiscono soprattutto i nuovi dati macroeconomici arrivati dagli Stati Uniti, che mettono a nudo una situazione economica che, per il parere di chi scrive, chiamare complessa sarebbe un eufemismo. Il primo rapporto ufficiale sull’inflazione pubblicato sotto la nuova guida della Federal Reserve ha evidenziato un’improvvisa fiammata dei prezzi al consumo. L’indice PCE, la misura preferita dalla banca centrale per monitorare il costo della vita, è balzato al 3,8% su base annua, facendo registrare il picco più alto degli ultimi tre anni.

Questa accelerazione mette sotto forte pressione i vertici della Fed, costretti a fare i conti con un quadro inflazionistico sempre più scomodo che riduce i margini di manovra sui tassi di interesse. Mentre il petrolio greggio ha subito un brusco calo sotto i novanta dollari al barile in seguito alle speranze di pace in Medio Oriente, gli investitori di asset digitali preferiscono mantenere un atteggiamento estremamente prudente. Il timore diffuso è che le tensioni sui prezzi possano persistere a lungo, consolidando quel trend di debolezza che sta tenendo bloccato il valore Bitcoin lontano dai massimi dei mesi scorsi.