Ecco come Ethereum, XRP e Solana potrebbero guadagnare dal CLARITY Act

Il Senato degli Stati Uniti si prepara a votare una mozione procedurale decisiva per far avanzare il regolamento più atteso per la regolamentazione delle crypto: il CLARITY Act.

Una normativa di cui vi abbiamo parlato e riparlato, la sua discussione in congresso rimbalza di mese in mese ormai da inizio 2026, ma adesso i tempi potrebbero essere davvero maturi.

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CLARITY Act, Tim Sun pessimista sull’approvazione in congresso

Come riportato dal gionralista Tim Sun, il successo di questa prima votazione imminente sarebbe molto incerto e quotato addirittura solo ad un prudente 50%.

La possibilità di un’approvazione completa entro l’anno resta per ora inferiore al 20%. Questo secondo il giornalista statunitense: ma non è detto che le sue parole debbano per forza corrispondere ai fatti reali definitivi.

Ecco perché oggi abbiamo voluto immaginare come cambierebbe il panorama digitale in caso di approvazione, cercando di capire chi sarebbe a guadagnarne e chi, invece, a perderne.

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L’impatto potenziale su Bitcoin ed Ethereum

In caso di voto favorevole, Bitcoin potrebbe vivere un forte rialzo verso quota 90.000 dollari. Un rifiuto causerebbe al contrario un rapido ritracciamento dei prezzi sui mercati.

Questo semplicemente per via della maturità già consolidata da parte della regina delle crypto nel settore, ed è proprio per questo che la seconda in classifica ovvero Ethereum, ne gioverebbe molto di più.

Prospettive rosee per XRP e Solana in caso di approvazione del CLARITY Act

I token Solana e XRP trarrebbero enormi vantaggi da confini chiari tra gli organi di vigilanza americani, avendo al momento ancor meno maturità consolidata rispetto ad ETH.

In poche parole, a giovarne sarebbero proprio quelle cryptovalute che si trovano al momento nel mezzo: non al top del top come BTC, non sconosciute in rampa di lancio, ma con un buon consolidamento che le classifica se ci passate il termine, nel mezzo di questa classifica ideale.

Riallacciandoci però alle parole di Tim Sun la cautela resta d’obbligo, anche perché non solo la votazione potrebbe non essere favorevole, ma potrebbe essere addirittura rinviata ulteriormente in favore di altre situazioni altrettanto importanti, di cui vi abbiamo parlato nei nostri articoli sui mutui Bitcoin.

In ogni caso, ciò che è certo è che in questo senso avremo delle novità concrete a stretto giro di posta, che porranno fine una volta per tutte a questa vera e propria telenovela legata al CLARITY Act che ormai tiene banco da più di un anno.