Un gruppo di pirati informatici ha colpito la nota piattaforma Revolut con un ultimatum di sole 24 ore. L’attacco punta a estorcere un riscatto ingente prima di diffondere dati sensibili.
I criminali pretendono 3 milioni di dollari per fermare l’incursione e in caso di rifiuto, sono pronti a vendere il denaro sottratto ad altre organizzazioni criminali attive nel settore.

La richiesta di riscatto in Monero e il mirino sui grandi patrimoni
La banda, autodefinitasi “iamnotavillain“, pretende esattamente 6.000 Monero per garantire l’anonimato delle transazioni. La richiesta è stata pubblicata nella giornata di ieri, insieme a un timer con un conto alla rovescia.
L’incursione ha compromesso 680 account di utenti Revolut. Come riportato dal giornalista Dan Milmo del Financial Times, gli hacker hanno selezionato le vittime analizzando la blockchain per individuare i portafogli crypto più ricchi.

Le modalità dell’attacco informatico e i dati rubati con Monero: i dettagli hanno del clamoroso
Per dimostrare il possesso delle informazioni, i pirati hanno inviato un video di 60 secondi. Il filmato mostra passaporti, patenti di guida, foto per controlli d’identità e registrazioni delle transazioni.
Un’azione criminale molto simile a quella accaduta solo pochi giorni fa, quando un hacker ha trasformato 25 centesimi di satoshi in 40 milioni di Bitcoin fake, anch’egli chiedendo un riscatto per fermare il danno alla piattaforma come vi abbiamo raccontato in questo articolo riguardo syBTC su Symbiosis.
L’accesso ai dati è avvenuto ingannando direttamente il sistema di sicurezza della banca online, con gli hacker si sono finti funzionari governativi inviando richieste apparentemente valide per farsi consegnare i file degli utenti.
Vedremo se questi criminali riusciranno ad ottenere il riscatto richiesto, oppure se le azioni legali già intraprese da Monero avranno i risvolti positivi sperati. In ogni caso, avrete aggiornamenti sulle nostre pagine.
