Un brusco rialzo dei dati sull’inflazione americana spaventa i mercati finanziari. Il prezzo Bitcoin ha registrato una flessione del 2% nelle ultime ventiquattro ore, scendendo al di sotto della soglia dei 77.000 dollari.
L’aumento dell’inflazione dei prezzi alla produzione ad agosto, salita al 5.4% contro le stime del 5.1%, ha spinto i rendimenti dei titoli di Stato trentennali ai massimi da 19 anni.
C’è una probabilità, secondo i maggiori siti specializzati, del 70% nei riguardi di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nella riunione del 15-16 settembre.

Pressione sulle altcoin e stabilità per il prezzo Bitcoin
L’impatto sui mercati si estende ben oltre il singolo prezzo Bitcoin, colpendo 95 delle prime 100 criptovalute del settore. Tra le perdite più pesanti spicca Zcash, in calo del 12% a 1.134 dollari, mentre Dogecoin cede il 6% a 0.8 dollari e XRP scende del 3% attestandosi a 1.34 dollari.
La criptovaluta Solana scivola sotto i 100 dollari, perdendo oltre il 3%. Reagisce meglio Ethereum, che registra una flessione contenuta del 2% a 2.445 dollari, mentre la moneta Tron rimane stabile a 0.34 dollari, piazzando un guadagno settimanale del 3%.

Il livello tecnico cruciale per sostenere il prezzo Bitcoin
Gli analisti indicano la soglia di 76.270 dollari come il supporto tecnico fondamentale per evitare un crollo ulteriore. Di questa situazione ve ne avevamo parlato anche in questo articolo sui prestiti digitali, in particolare riguardi i mutui Bitcoin.
A complicare il quadro, in fine, rrivano il rincaro del petrolio Brent sopra i 107 dollari al barile e gli uscite dagli ETF spot americani per 120 milioni di dollari. L’attesa per i prossimi dati sui consumi mantiene altissima la tensione tra gli investitori di tutto il mondo.
